Neostudio

Chi siamo

Neostudio S.r.l. è uno studio costituito da professionisti con esperienza pluriennale di tipo legale, giuridico-organizzativo, tecnico-produttivo, economico-finanziario e di gestione dei flussi informativi con l’espressa finalità statutaria di fornire assistenza tecnica e formazione in materia di adozione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti quali esimenti dagli artt.6 e 7 del D.lgs.231/2001 ed in relazione alle buone prassi finalizzate a garantire l’adeguatezza organizzativa e la gestione del rischio legale.
Lo Studio è attivo su tutto il territorio nazionale tramite le proprie sedi direzionale, operativa e corrispondenti, ed è così inserito in una rete di contatti di portata nazionale sia per finalità consulenziali che per finalità di ricerca e formazione. Tale strutturazione consente di affrontare con specifici gruppi di lavoro le criticità relative ad ogni specifico settore di attività.

In evidenza

Focus sulla sicurezza alimentare

Nel settore agroalimentare è oramai necessario adottare procedure volte a garantire adeguati livelli di gestione in tutte le fasi della filiera, prevedendo pertanto il coinvolgimento tanto dei produttori e delle aziende di trasformazione quanto delle aziende che svolgono attività di packaging, gestione di mense e cucine, stoccaggio e trasporto, distribuzione e vendita.
Tali misure sono finalizzate a garantire qualità, efficienza e protezione del consumatore e nell’ottica dell’Azienda possono anche contribuire a garantire competitività e migliore posizionamento sul mercato.
Rispetto a queste finalità le misure possono essere così descritte:
  1. Imposte come specifico obbligo di legge (HACCP, tracciabilità degli alimenti)
  2. Necessarie come condizione per avvalersi della specifica esimente in caso di contestazione di illeciti penali (mancata adozione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 per gli specifici aspetti relativi alla prevenzione dei reati di frode in commercio, frode alimentare ed utilizzo illecito di denominazioni e marchi)
  3. Necessarie per l’instaurazione ed il mantenimento delle partnership sull’intera filiera (con riferimento ai sempre più frequenti controlli ed audit da parte dei produttori e della grande distribuzione)
  4. Necessarie per l’accesso, la permanenza e l’espansione sui mercati locali ed esteri

 Il perseguimento delle finalità sopra descritte passa per una gestione “organizzativa” delle attività aziendali, che sia non solo reale ma anche dimostrabile nei confronti degli interlocutori: sovente l’Azienda è convinta di operare (o effettivamente opera) perseguendo il rispetto delle regole e principi rilevanti, ma in caso di controlli, contestazioni, audit di seconda parte, nonché nella gestione delle trattative commerciali, non dispone degli strumenti idonei a dimostrare la conformità del proprio operare.

Tale stato di fatto è riscontrabile ad ogni livello della filiera e sono ormai disponibili buone prassi che, nel rispetto della dimensione e dell’articolazione dell’azienda e tenuto conto delle specifiche attività da essa svolta, possono consentire di porre rimedio a tali rilevanti fonti di rischio.
Con riferimento ai punti in precedenza elencati, in particolare rilevano:
  1. Passaggio alla gestione della certificazione volontaria del Piano HACCP attraverso l’utilizzo della norma UNI 10854: 1999. Prevede che il responsabile dell'azienda alimentare debba garantire che la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione dei prodotti alimentari, siano effettuati in modo igienico e nel rispetto della normativa vigente
  2. Adozione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 quale unica condizione per le Società per avvalersi dell’esimente legale (da notare che i modelli di organizzazione possono assumere ulteriore decisiva valenza in relazione ai rapporti con la pubblica amministrazione intesa sia come potenziale destinatario delle attività della Società che come autorità di controllo)
  3. Adozione di buone prassi certificate e non, con particolare riferimento alle norme tecniche UNI EN ISO 22000:2005
  4. Adozione di Sistemi di Gestione Certificati necessari per l’accesso alla Grande distribuzione Organizzata ad esempio BRC ed IFS per l’accesso ai mercati di area anglo-americana, GOST per il mercato russo.

Neostudio affronta tali aspetti in modo sistematico, integrando nel proprio gruppo di lavoro le specifiche competenze necessarie anche attraverso l’apporto di professionisti con specifica esperienza nella gestione di tali specifici aspetti. I professionisti di Neostudio sono così in grado di avvalersi dell'esperienza applicativa maturata tramite l'affiancamento ad aziende di ogni dimensione (per articolazione o mercato di riferimento - nazionale ed internazionale) e posizionate nelle diverse fasi della filiera alimentare.

Nuovi reati-presupposto nel D.lgs. 231/2001

I mesi di luglio e agosto 2009 hanno visto l’approvazione e l’entrata in vigore di norme dalle quali è derivato l’inserimento nel D.lgs. 231/2001 di nuovi “reati presupposto”, che, quando commessi nell’interesse o con vantaggio dell’Azienda, possono portare all’applicazione della stessa di sanzioni pecuniarie ed interdittive (queste ultime anche in via cautelare e quindi a seguito della “semplice” contestazione del reato).

1. “PACCHETTO SICUREZZA” ED INSERIMENTO DEI REATI ASSOCIATIVI
L’art. 2 comma 29 della Legge 94 del 15 luglio 2009 ha inserito nel D.lgs. 231/2001 l’art. 24-ter.
Tramite l’innovazione in oggetto i c.d. “delitti di criminalità organizzata”, ed in particolare quelli relativi ai fenomeni di carattere mafioso di cui all’art. 416-bis del Codice Penale, rientrano a pieno titolo tra le condotte imputabili anche ad enti collettivi. 
Soprattutto in determinati contesti socio-economici, vista la possibilità che tali reati siano commessi ad ogni livello gerarchico, anche strumentalizzando l’Azienda per finalità illecite, va valutata con attenzione l’adozione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo o l’eventuale aggiornamento degli stessi, qualora già adottati, con l’inserimento di protocolli per la prevenzione degli specifici reati.

2. TUTELA PENALE DELLA PROPRIETA’ INDUSTRIALE E REPRESSIONE DELLE FRODI
L’art. 15 comma 7 della Legge 99 del 23 luglio 2009 ha apportato novità all’interno del D.lgs. 231/2001 modificando l’art. 25-bis ed introducendo i nuovi artt. 25-bis.1 e 25-novies. 
L’art. 25-bis nella nuova versione punisce anche la contraffazione e l’alterazione di marchi o segni distintivi nonché l’introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi.
L’art. 25-bis.1, rubricato come “Delitti verso l’industria ed il commercio”, punisce, tra l’altro, la frode nell’esercizio del commercio, la “frode alimentare”, la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine; è da notare che le ipotesi qui richiamate riguardano sia la vendita che la semplice introduzione o messa in circolazione al fine di trarre un profitto. L’art. 25-novies (“Delitti in violazione del diritto d’autore”), in sintesi, punisce condotte criminose (es. duplicazione e diffusione) aventi ad oggetto software o altre opere dell’ingegno (banche dati, film, musica etc., in qualsiasi formato).