Nel settore agroalimentare è oramai necessario adottare procedure volte a garantire adeguati livelli di gestione in tutte le fasi della filiera, prevedendo pertanto il coinvolgimento tanto dei produttori e delle aziende di trasformazione quanto delle aziende che svolgono attività di packaging, gestione di mense e cucine, stoccaggio e trasporto, distribuzione e vendita.
Tali misure sono finalizzate a garantire qualità, efficienza e protezione del consumatore e nell’ottica dell’Azienda possono anche contribuire a garantire competitività e migliore posizionamento sul mercato.
Rispetto a queste finalità le misure possono essere così descritte:
- Imposte come specifico obbligo di legge (HACCP, tracciabilità degli alimenti)
- Necessarie come condizione per avvalersi della specifica esimente in caso di contestazione di illeciti penali (mancata adozione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 per gli specifici aspetti relativi alla prevenzione dei reati di frode in commercio, frode alimentare ed utilizzo illecito di denominazioni e marchi)
- Necessarie per l’instaurazione ed il mantenimento delle partnership sull’intera filiera (con riferimento ai sempre più frequenti controlli ed audit da parte dei produttori e della grande distribuzione)
- Necessarie per l’accesso, la permanenza e l’espansione sui mercati locali ed esteri
Il perseguimento delle finalità sopra descritte passa per una gestione “organizzativa” delle attività aziendali, che sia non solo reale ma anche dimostrabile nei confronti degli interlocutori: sovente l’Azienda è convinta di operare (o effettivamente opera) perseguendo il rispetto delle regole e principi rilevanti, ma in caso di controlli, contestazioni, audit di seconda parte, nonché nella gestione delle trattative commerciali, non dispone degli strumenti idonei a dimostrare la conformità del proprio operare.
Tale stato di fatto è riscontrabile ad ogni livello della filiera e sono ormai disponibili buone prassi che, nel rispetto della dimensione e dell’articolazione dell’azienda e tenuto conto delle specifiche attività da essa svolta, possono consentire di porre rimedio a tali rilevanti fonti di rischio.
Con riferimento ai punti in precedenza elencati, in particolare rilevano:
- Passaggio alla gestione della certificazione volontaria del Piano HACCP attraverso l’utilizzo della norma UNI 10854: 1999. Prevede che il responsabile dell'azienda alimentare debba garantire che la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione dei prodotti alimentari, siano effettuati in modo igienico e nel rispetto della normativa vigente
- Adozione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 quale unica condizione per le Società per avvalersi dell’esimente legale (da notare che i modelli di organizzazione possono assumere ulteriore decisiva valenza in relazione ai rapporti con la pubblica amministrazione intesa sia come potenziale destinatario delle attività della Società che come autorità di controllo)
- Adozione di buone prassi certificate e non, con particolare riferimento alle norme tecniche UNI EN ISO 22000:2005
- Adozione di Sistemi di Gestione Certificati necessari per l’accesso alla Grande distribuzione Organizzata ad esempio BRC ed IFS per l’accesso ai mercati di area anglo-americana, GOST per il mercato russo.
Neostudio affronta tali aspetti in modo sistematico, integrando nel proprio gruppo di lavoro le specifiche competenze necessarie anche attraverso l’apporto di professionisti con specifica esperienza nella gestione di tali specifici aspetti. I professionisti di Neostudio sono così in grado di avvalersi dell'esperienza applicativa maturata tramite l'affiancamento ad aziende di ogni dimensione (per articolazione o mercato di riferimento - nazionale ed internazionale) e posizionate nelle diverse fasi della filiera alimentare.